Corsi di formazione finanziati dalla Regione, quando il docente non viene pagato

Tenere un corso di formazione a personale delle forze dell’ordine o a persone in mobilità, con un contratto che specifica che il pagamento verrà effettuato 60 giorni dopo il termine della prestazione lavorativa. Ed essere costretti ad attendere diversi mesi per essere pagati, ammesso e non concesso che si riesca ad ottenere anche solo una parte del compenso dovuto. È successo a numerose persone che hanno lavorato in Lombardia con Eurocom e Sirio System, due società che fanno capo al gruppoEuroAccademia.
La prima è una società a responsabilità limitata, la seconda una cooperativa sociale riconosciuta come onlus. Ovvero organizzazione non lucrativa di utilità sociale, status che permette di ottenere alcune agevolazioni sotto il profilo fiscale. Entrambe hanno sede legale a Novara, in via Paletta, mentre la sede operativa lombarda si trova in via Della Valle a Carate Brianza, in provincia di Monza. Diverse segnalazioni sono arrivate alla redazione da parte di ragazzi e ragazze che hanno collaborato con queste società:«Li ho conosciuti rispondendo ad un annuncio di lavoro su un sito. Mi hanno preso in sostanza senza un colloquio: quando mi sono recata negli uffici non mi hanno chiesto nemmeno la laurea e ho iniziato subito a lavorare», spiega ad Articolo 36 V.C., una giovane laureata in lingue straniere. «Ho collaborato con Sirio System tra novembre e dicembre del 2011, tenevo un corso di inglese per persone in cassa integrazione il sabato mattina, dieci incontri da tre ore ciascuno», racconta. Dei 300 euro lordi di compenso pattuito «ho ricevuto 110 euro il 28 febbraio 2012», quindi entro i 60 giorni previsti dal contratto. Il resto? «Quando ho ricevuto il bonifico mi hanno detto che si trattava di un acconto e che il saldo sarebbe arrivato a breve. Lo sto ancora aspettando e intanto hanno iniziato ad ignorare le mie email». La docente, che oggi ha 27 anni, dopo mesi e mesi di attesa ha provato anche a rivolgersi alla Guardia di Finanza: «Ma mi hanno detto che avrei dovuto assumere un avvocato per un’ingiunzione di pagamento. E insomma, era più la spesa che la resa».
Più a fondo è andato un altro giovane, E.F., arrivando a presentare un esposto all’Ispettorato del lavoro. [continua a leggere..]

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