Ploonge, la start-up per tuffarsi nella vita notturna

«Tutto è nato durante un viaggio di lavoro. Mi trovavo a Mosca, stavo in ufficio tutto il giorno e la sera, visto il freddo, non avevo voglia di uscire. Così mi ritrovavo a cenare da solo in albergo». Ed è stato durante una di queste serate che è spuntata l’idea: «Ho pensato che sarebbe stato bello avere uno strumento che informasse su eventi conviviali in cui tuffarsi per vivere al meglio la città». E siccome to plunge, in inglese, significa sia immergersi che tuffarsi, il nome della sua start-up è diventato Ploonge.
Il viaggiatore solitario è Giorgio Bertolini, 25enne varesino che per lanciare la sua azienda ha mollato un contratto a tempo indeterminato. «Per 18 mesi ho lavorato in una società tessile, per la quale mi occupavo di vendite e marketing: è stata un’esperienza molto bella anche perché mi ha permesso di viaggiare molto». Almeno finché non è si è accesa la lampadina e ha deciso di mettersi in proprio. Sfruttando la laurea triennale in economia, perfezionata con un master all’università di Bristol. E anche il fatto che «sin da piccolo ho avuto un certo spirito di iniziativa».
L’azienda – una srl con capitale sociale di 13mila euro, è nata ad aprile di quest’anno – mentre il sito è stato messo online a fine maggio. Prima di arrivare a crearla, però, Bertolini ha cercato di trovare chi potesse sostenerlo e lo scorso anno ha presentato domanda per partecipare a «Mind the bridge», concorso riservato alle start-up italiane. Una volta selezionato è volato a San Francisco, dove ha conosciuto Alessandro Coscia, suo coetaneo che stava lavorando ad un’idea simile alla sua. «Lui stava sviluppando un’applicazione che illustrava la vita notturna delle città, con l’obiettivo di portare gli utenti ad incontrarsi nella vita reale».
I due hanno deciso di collaborare, lavorando insieme ad un progetto comune. Forse anche grazie al clima che si respira in California: «Abbiamo incontrato persone di grande esperienza, anche manager di aziende di grosse dimensioni pronti a condividere le loro conoscenze e capacità». Ma, cosa ancora più importante, «senti che ci sono altre persone che credono nella tua idea». [continua a leggere..]

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