Dalla Romania a Torino per diventare startupper. E italiano

Prima che una storia di start-up, quello di Aurelian Vacariuc è un racconto di integrazione: «sono arrivato a Torino dalla Romania con la mia famiglia quando avevo tredici anni. Qui ho studiato, mi sono diplomato al liceo scientifico e mi sono laureato in informatica». Il tutto, ricorda,senza subire particolari forme di discriminazione, se non quelle imposte dalla burocrazia italiana.«Quando ho terminato le superiori vedevo che alcuni miei compagni si prendevano un anno sabbatico. Io, invece, avevo il permesso di soggiorno e dovevo continuare a studiare, altrimenti lo avrei perso». All’epoca, era il 2003, la Romania non faceva parte dell’area Schengen e quindi avrebbe rischiato l’espulsione. Invece ha continuato a studiare prima e a lavorare poi finché, trascorsi dieci anni dal suo arrivo in Italia, ha chiesto la cittadinanza. «Ci sono voluti due anni di burocrazia, ma alla fine l’ho ottenuta. Dodici anni dopo essere arrivato».
Oggi Vacariuc ha 28 anni e oltre al passaporto italiano ha anche un lavoro come consulente informatico a partita Iva. E due start-up. La prima èWe-sport.com, un «social network per gli sportivi» fondato nel 2010 insieme a Marco Iacuaniello, un suo compagno di scuola, e da un amico di lui, Marco Ivaldi (32). Si tratta di una srl della quale è socio non operativo che nei primi due anni di vita è riuscita ad attirare una sponsorizzazione da 100mila euro da parte di Parmalat ed un finanziamento da 30mila euro concesso da Fortras, società di consulenza di Udine. Anche se l’occasione per sviluppare le sue capacità imprenditoriali l’ha sfruttata lo scorso anno, quando si è trovato a dover fare il tagliando della propria auto. «Nello stesso periodo un mio collega, Fabio Petitti (37), aveva la necessità di una riparazione in carrozzeria». Da buoni informatici, si sono mossi su Internet, cercando un’offerta vantaggiosa.
«Abbiamo trovato solo piattaforme statiche. Ci siamo detti che avremmo potuto realizzare un portale in cui trovare tutte le officine in modo dinamico, ovvero potendo interagire e chiedere direttamente a loro un preventivo». E così è nata RiparAutOnline: [continua a leggere..]

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