La ssrl convince gli startupper, fondate 3mila in quattro mesi

Ne sono state fondate più di 23 al giorno, 33 se si considerano anche quelle create da chi ha più di 35 anni. La ssrl, ovvero la società semplificata a responsabilità limitata, piace aglistartupper italiani. Al punto che dallo scorso 29 agosto, quando è entrato in vigore il decreto 138 che le ha istituite, sono nate ben 4.162 “imprese a 1 euro”. A renderlo noto è stato il Consiglio nazionale del notariato, che ha diffuso questi dati presentando a Roma ‘L’arancia’, piattaforma web creata con la collaborazione scientifica della Luiss per fornire agli aspiranti imprenditori strumenti e informazioni.
Lanciata nel gennaio dello scorso anno come un mezzo per favorire i giovani interessati ad avviare un’azienda, la ssrl è diventata operativa solo ad agosto. Un ritardo legato alla necessità di definire un modello standard di statuto societario, un vero e proprio modulo da compilare di fronte al notaio, pensato per ridurre le spese di costituzione delle imprese. Per quanto, tra imposta di registro e bollatura dei libri contabili, gli aspirantistartupper devono comunque mettere in conto una spesa di circa 700 euro. Ma possono risparmiare sul capitale sociale, visto che basta 1 euro per costituire la società. Una scelta che hanno compiuto 2.941 imprenditori under 35, che hanno scelto la ssrl per dare vita alla propria azienda. Seguiti da 1.221 over 35 visto che, a giugno, il governo ha deciso di estendere anche a loro la possibilità di dar vita ad una società semplificata.
La nascita di questa formula è stata accompagnata da molte voci scettiche, convinte che un’impresa con un capitale sociale ridotto non avrebbe potuto sopravvivere sul mercato. Secondo i critici, nessun fornitore si sarebbe fidato a vendere beni o servizi ad un cliente che, in caso di fallimento, non avrebbe avuto alcuna somma a garanzia dei creditori. «Le start-up hanno bisogno di capitali, ma non è quello sociale a fare la differenza», sottolinea però Alberto Onetti, professore associato di Economia e gestione delle imprese all’università dell’Insubria di Varese epresidente della fondazione ‘Mind the bridge: «per partire bisogna ricorrere alle ‘tre F’, ovvero familyfriends and fools, poi servono gli investitori, i fondi, i venture capitalist». [continua a leggere..]

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