Rilancio del lavoro, punto per punto i provvedimenti annunciati dal governo

Uno stanziamento da un miliardo e mezzo di euro per sostenere la creazione di 200mila posti di lavori. Il decreto approvato questa mattina dal consiglio dei ministri punta nei fatti a ridurre di un terzo la disoccupazione giovanile: stando all’Istat, infatti, ad aprile di quest’anno erano 656mila i giovani di età compresa tra i 15 ed i 24 anni in cerca di un impiego. A questa domanda di lavoro l’esecutivo guidato da Enrico Lettarisponde innanzitutto con la «decontribuzione totale a favore dei giovani assunti, senza che questo vada ad incidere sul loro futuro pensionistico», come spiegato dal permier oggi nel corso di una conferenza stampa. Finanziata con 800 milioni di fondi europei, 500 dei quali rivolti esclusivamente al Mezzogiorno, questa misura si rivolge ai giovani di età compresa tra i 18 ed i 29 anni che presentino almeno uno di questi tre requisiti: essere disoccupati da almeno sei mesi, non essere diplomati, vivere da soli con almeno una persona a carico.
C’è da notare, però, che la riduzione del costo del lavoro per le imprese che li assumono riguarderà solo la sottoscrizione di contratti a tempo indeterminato. E vale 18 mesi se il lavoratore fa il suo ingresso in azienda, 12 se era già inserito e la sua posizione viene stabilizzata. Lo stanziamento del governo «potrà essere aumentato con decisioni autonome da parte delle singole Regioni», ha aggiunto il ministro del WelfareEnrico Giovannini, secondo il quale questa sola misura sarà in grado di «attivare potenzialmente 100mila soggetti» che verrebbero così inseriti nel mercato del lavoro.
Questa la norma che maggiormente ha attirato l’attenzione all’interno del decreto approvato stamane. All’interno del documento ci sono però diverse altre misure che intervengono sulla flessibilità dei contratti, sul contrasto al lavoro nero, sui tirocini e sull’assunzione di persone diversamente abili. Sempre in tema di incentivazione all’occupazione giovanile, Palazzo Chigi ha deciso di combattere il fenomeno dei «Neet» [continua a leggere..]

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