L’artigianato si vende in Rete grazie alla startup fiorentina Buru-Buru

«Cercavamo una parola che descrivesse il valore aggiunto di un oggetto artigianale unico rispetto ad uno inserito nel circuito della grande distribuzione. Ci siamo rifatte al verso, allo stupore di un bambino che vede qualcosa di nuovo». E così è nata Buru-Buru, lastart-up che Lisa Gucciarelli (29 anni, al centro nella foto) ha fondato insieme alla sorella Sara (33) e a Sara Campani (27). L’azienda si occupa di «rendere più fruibile il prodotto delle piccole realtà creative italiane».
Non si tratta semplicemente di un sito di e-commerce. «Da un lato noi vendiamo creazioni artigianali selezionati, dall’altro produciamo internamente delle cose, selezioniamo delle grafiche che stampiamo su poster fine art e anche su t-shirt». L’idea di inserirsi in questo settore è nata partecipando a Free Shout, un festival della creatività andato in scena a Prato dal 2006 al 2009. «Abbiamo conosciuto molte persone che producevano complementi di arredo piuttosto che gioielli, molto belli e a prezzi accessibili ma che per diverse ragioni non riuscivano a venderli. Ci siamo rese conto che mancava un negozio trasversale e fluido nella gestione dei contatti».
Esattamente quello che Buru-Buru si propone di essere. Per arrivare a crearla, però, c’è voluto del tempo. Laureatasi nel 2006 in Organizzazione di eventi culturali, per tre anni Lisa Gucciarelli ha lavorato per una cooperativa di Firenze. Poi, nel 2009, è partita per Roma: «per sei mesi mi sono arrangiata con dei lavoretti, poi ho trovato in un settore affine al mio percorso di studi. Ma solo con contratti a progetto, nulla di esaltante». Finché, lo scorso anno, ha deciso di seguire una sua «aspirazione», quella cioè di «arrivare intorno ai 30 anni ad aver costruito un lavoro legato ad un progetto che fosse nato da me. Le mie esperienze lavorative mi hanno portato a pensare che se in un contratto non c’è uno stipendio adeguato, né la tutela dei diritti, allora tanto vale provarci piuttosto che essere dipendente di qualcuno che non ti fa stare bene». [continua a leggere..]

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