Col crowdfunding si sostengono anche le start-up

Ancora aspetta di essere definito a livello normativo, ma ha già permesso di raccogliere qualcosa come 13 milioni di euro. È un mondo in fermento quello del crowdfunding, realtà polimorfica che permette a progetti di più varia natura di cercare finanziamenti in rete, anche da singoli privati cittadini che scelgono di sostenere idee che ritengono interessanti.
Un settore che sarà al centro della sesta edizione del Festival delfundraising, in programma da oggi, martedì 14, fino a venerdì 17 al Gran Hotel Terme di Castrocaro, in provincia di Forlì-Cesena. La manifestazione è curata da Valerio Melandri, docente alla facoltà di Economia e direttore del master in Fundraising per il nonprofit e gli enti pubblici dell’università di Bologna, e si articola in oltre 80 appuntamenti dedicati al tema della raccolta di finanziamenti. Un comparto in cui, secondo i dati dell’associazione “Festival del fundraising che promuove l’iniziativa di questi giorni, due occupati su tre sono donna e il 70% ha meno di 45 anni. La maggior parte degli addetti lavora in Lombardia, Lazio ed Emilia-Romagna.
Stando ai dati elaborati dall’ufficio placement del master in fundraising dell’Alma Mater, il 48% di chi lavora in questo settore guadagna meno di 15mila euro netti l’anno, mentre la stessa percentuale ha un reddito compreso tra i 15 ed i 25mila euro annui. Solo il 4% riesce a superare questa soglia. E del resto l’83% degli occupati lavora all’interno di organizzazioni nonprofit, mentre meno di uno su dieci è inserito in un’azienda profit che si occupi di raccogliere fondi. Una percentuale che, con l’approvazione del decreto Passera, è verosimilmente destinata a salire.
Una delle questioni affrontate nella normativa riguarda infatti la possibilità per le start-up innovative di accedere alla «raccolta di capitali di rischio tramite portali on line», come recita l’articolo 30. La legge ha dato mandato alla Consob di definire le regole per il crowdfundingl’autorità di controllo sulla Borsa avrebbe dovuto pubblicarle entro lo scorso 19 marzo, ma alla fine dello stesso mese ha allungato i tempi avviando una consultazione online,  che si è conclusa lo scorso 30 aprile, incentrata su una bozza di regolamento. Il tema al centro della questione riguarda le garanzie offerte ai piccoli investitori. Verosimilmente nel giro di qualche settimana dovrebbe essere pubblicato il regolamento, così da rendere operativa anche questa parte della cosiddetta Agenda digitale.
Non che il mondo del crowdfunding resti ad aspettare con le mani in mano: [continua a leggere..]

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