Il Politecnico lancia CupCake, la ricetta per le start-up creative

Prendere 16 tra i migliori talenti creativi in circolazione, aggiungere competenze imprenditoriali, mescolare con un’esperienza in un incubatore all’estero per tre mesi, servire alla prossima edizione del Salone del Mobile di Milano. È questa la “ricetta” di “CupCake – Creativity and design for new markets and new needs”, un progetto lanciato dalla Fondazione Politecnico di Milano in collaborazione con la Regione Lombardia.
«In molti casi i designer ed i creativi non hanno un’ambizione imprenditoriale, preferiscono lavorare su commessa, per conto di altri», spiega Domenico Pannofino, responsabile del progetto per conto della Fondazione, «la nostra volontà di attrarre questo tipo di competenze è molto forte». Al punto che «è nostro interesse che queste idee imprenditoriali si traducano in vere e proprie start-up». Alle qualiPoliHub, l’acceleratore d’impresa del Politecnico, guarderà con grande interesse. «L’incubazione non sarà automatica, ma sarà riconosciuto un vantaggio a queste realtà» nella selezione delle candidature per l’ingresso all’interno della struttura guidata dal professor Andrea Rangone.
«Di solito lavoriamo con persone che portano avanti progetti ad alto contenuto tecnologico, ora vogliamo far entrare nella nostra realtà anche dei soggetti con delle abilità e delle competenze creative», prosegue Pannofino. Eppure la selezione per entrare in Polihub è sempre stata molto dura. Ma sono proprio le caratteristiche richieste a chi partecipa a “CupCake” che potrebbero favorire l’ingresso all’interno dell’incubatore…Non tanto per i requisiti per l’iscrizione, aperta a disoccupati e inoccupati in possesso di laurea di primo livello, residenti o domiciliati in Lombardia ed iscritti ad un Centro per l’Impiego, con un livello di conoscenza dell’inglese non inferiore al livello B1 del Cefr. Quanto perchéuno degli elementi che sarà preso in considerazione nella scelta dei 16 partecipanti è proprio il loro respiro internazionale, la loro capacità di essere «adattabili e replicabili in diversi contesti», come si legge nel bando del concorso.
Ovvero di offrire risposte a nuovi mercati, come quelli dei paesi Brics, incontrare nuovi target ed aprire a livello internazionale nuovi spazi di business. L’obiettivo finale è quello di aiutare queste start-up ad inserirsi nel meccanismo delle esportazioni verso i cosiddetti mercati in rapida crescita, un giro d’affari che il Sole24Ore ha stimato nel 2011 in qualcosa come 9,8 miliardi di dollari. «PoliHub si focalizza tendenzialmente su iniziative imprenditoriali ambiziose e con alto potenziale di crescita. Da questo punto di vista, è fondamentale avere un orizzonte internazionale».
Non è tutto. Perché se i rami di queste nuove aziende saranno proiettate al di là dell’oceano o comunque in un altro continente, le radici dovranno essere ben salde in Lombardia, che dovrà rimanere la sede operativa delle start-up. «Se i progetti manifesteranno un certo tipo di connessione con il tessuto produttivo regionale saranno selezionati». [continua a leggere..]

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...