Un appello al governo: «Non dimenticate le start-up»

È stato uno dei protagonisti della task force voluta dall’allora ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera per elaborare una serie di proposte per lo sviluppo dell’ecosistema start-up. Ad un anno dall’inizio di quell’esperienza Riccardo Donadon, presidente diItalia Startup e fondatore dell’incubatore di impresa H-Farm, torna a chiedere alla politica di impegnarsi per favorire la nascita e la crescita di imprese innovative.

«Non ci si dimentichi delle start-up!». Perché ha sentito il bisogno dilanciare questo appello e perché ha ritenuto di farlo di fronte alla platea del Digital economy forum?
Le start-up sono un motore per la crescita economica e pertanto una risorsa indispensabile per l’Italia, soprattutto oggi che la crisi tocca da vicino tutta l’industria. Possono dare speranza, far ritrovare competitività al Paese e offrire nuove forme e opportunità di lavoro. Mai come in questo momento la crisi sta portando le aziende a cercare nuovi modelli di business, aprendole a sperimentazioni innovative che spesso sono il frutto del lavoro di tante start-up presenti sul territorio italiano. Percepire nella platea presente al Digital economy forum, egregiamente organizzato dall’Ambasciata americana, un clima di preoccupazione e incertezza per il mancato completamento del quadro normativo, mi ha spinto a prendere posizione in modo forte. Questo settore deve essere sostenuto e bisogna mantenere alta l’attenzione. Ne va del futuro del Paese.
Appunto un anno fa partiva il percorso della task force che ha elaborato il rapporto “Restart Italia“, una parte del quale è diventato il decreto “Crescita 2.0”. Quanto delle idee contenute in quella relazione si è concretizzato?
Come Italia Startup abbiamo dato una mano importante per elaborare il rapporto Restart Italia, che ha poi portato alla strutturazione della cosiddetta legge “Crescita 2.0” per le nuove imprese innovative. Purtroppo solo una parte di quanto contenuto nel rapporto si è tradotto, a oggi, in provvedimenti concreti ed effettivi. Il registro dedicato presso le Camere di commercio e le normative di semplificazione in tema di contratti di lavoro sono le due iniziative più rilevanti. Manca il regolamento che permette uno sgravio fiscale per chi investe in startup innovative e manca il regolamento per il crowdfunding. Inoltre non ha mai visto la luce un provvedimento che riguarda il cosiddetto fondo dei fondi, cioè un fondo di garanzia pubblico che copra parzialmente il rischio di chi investe in start-up. Il quadro va completato. E con urgenza. Senza dimenticare che, per seguire da vicino l’evoluzione della normativa e una sua applicazione efficace, è opportuno mantenere un concetto di task force, cioè di gruppo ristretto di esperti che accompagnino il governo nello sviluppo e nell’aggiornamento dei provvedimenti.
Lei ha detto di aspettarsi un gesto concreto da parte del governo. Cosa chiede nell’immediato?
Tre cose, tutte molto semplici. [continua a leggere..]

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