Perché i robot non ci ruberanno il lavoro

“Dobbiamo inventarci l’equivalente robotico dell’iPhone, qualcosa che piaccia e sulla quale tutti possano sviluppare”. Solo così, sostiene Carlo Alberto Avizzano, direttore del laboratorio di robotica percettiva della Scuola superiore Sant’Anna di Pisa, i robot potranno avere una diffusione di massa. Diffusione che non si tradurrà però in una distruzione di posti di lavoro: “credo piuttosto che finiranno per crearne di nuovi”. [Continua a leggere su Wired.it]

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