Prostitute e bordelli, l’inutile ricetta di Salvini per salvare i bilanci

Eliminare la prostituzione dalle strade e tassare il mestiere più antico del mondo, generando entrate per il fisco stimate nell’ordine di 4 miliardi di euro. In altre parole, portare l’Italia al passo di altri Paesi europei, come Germania, Regno Unito, Paesi Bassi, Svizzera e Austria. Si pone questi obiettivi il referendum promosso dalla Lega Nord, che dovrà raccogliere 500mila firme a sostegno entro domani, sabato 4 luglio, per poter essere sottoposto all’esame della Corte di Cassazione. Ed eventualmente a tutti gli elettori.
Il movimento di Matteo Salvini vuole insomma riaprire le case chiuse. E quelle già aperte? Sì, perché le prostitute non operano soltanto lungo le strade. Molte di loro lavorano in appartamento. Già, ma quante? [Continua a leggere su Wired.it]

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