2,5 miliardi per la ricerca? Forse non sono abbastanza

Due miliardi e mezzo in tre anni: questo lo stanziamento contenuto nel Piano nazionale per la ricerca, presentato nei giorni scorsi dal ministero per l’Istruzione, l’università e la ricerca. Sono fondi sufficienti? Dipende. Soprattutto da quanto il settore privato riuscirà davvero a essere coinvolto e a incidere sul totale.
Intanto, il quadro di partenza, lo stesso contenuto nel rapporto. Ovvero i dati sulle pubblicazioni scientifiche e sulle citazioni, vera e propria unità di misura del valore della produzione scientifica, raccolti da Scimago Journal & Country Rank. Numeri che collocano la ricerca del Belpaese nella top 10 mondiale secondo entrambi gli indicatori. Più di 93mila gli articoli a firma italiana usciti nel 2014, più di 60mila le citazioni, numeri che ci collocano rispettivamente all’ottavo e al sesto posto della classifica. Come mostra questo grafico, però, i posti di vertice, occupati da Stati Uniti e Cina, sono ancora molto lontani. Così lontani che, anche solo per avvicinarsi, bisogna mettere insieme diversi Paesi europei. [Continua a leggere su Wired.it]

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