“L’orto lo facciamo sul tetto. Così cresciamo verdura a chilometro zero e portiamo il verde in città”

Trasformare i tetti in orti, rendendoli un luogo di socialità oltre che di produzione di verdura e erbe aromatiche. E uno strumento per garantire una maggiore efficienza energetica agli edifici che li ospitano. È di questo che si occupa Orti Alti, startup lanciata a Torino dagli architetti Elena Carmagnani, 46 anni, e dalla 34enne Emanuela Saporito.
“L’idea nasce da un esperimento realizzato sul tetto del nostro studio”, spiega Carmagnani a ilfattoquotidiano.it. “Era il 2010: iniziava la crisi dell’edilizia e ci siamo dedicate a questo progetto”. Inserito in un contesto fatto di alloggi abitati per lo più da famiglie giovani, “in cui già c’erano elementi in comune come la lavanderia“, l’orto è diventato “una sorta di completamento di questo modello abitativo”. Tutti i residenti, infatti, hanno accesso alle coltivazioni. “Abbiamo vinto il premio Innovazione amica dell’ambiente di Legambiente e abbiamo capito che valeva la pena continuare”. [Continua a leggere sul Fatto Quotidiano]

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