Referendum, il sì vince se l’affluenza è bassa

Quando c’è da cambiare la Costituzione, in Italia l’affluenza al voto è determinante. Nel senso che più è bassa più è facile che la riforma venga approvata. Perlomeno, è stato così nelle due occasioni in cui gli elettori sono stati chiamati al voto per modificare alcune parti della Carta entrata in vigore il 1 gennaio 1948.
Basta mettere a confronto i dati relativi ai referendum del 2001 e del 2006, disponibili sul sito del ministero dell’Interno, per vedere come l’affluenza abbia rappresentato un discrimine importante rispetto al risultato finale. Quindici anni fa, quando gli italiani furono chiamati ad approvare la modifica del Titolo V della Costituzione voluta dai governi del centrosinistra, la partecipazione al voto non andò oltre il 53,32% registrato in provincia di Bologna. Addirittura, in provincia di Crotone andò alle urne appena il 16% degli aventi diritto. E, con la sola eccezione della Val d’Aosta, fu un vero e proprio trionfo per il sì. [Continua a leggere su InfoData – Il Sole24Ore]

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